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	<title>Ricordare Archivi - Psicologia Metropolitana</title>
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	<description>Osservazioni di vita quotidiana</description>
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	<title>Ricordare Archivi - Psicologia Metropolitana</title>
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	<item>
		<title>Potare i rami</title>
		<link>https://www.psicologiametropolitana.it/potare-i-rami/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Menoncello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 May 2022 13:11:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PSICOLOGIA METROPOLITANA]]></category>
		<category><![CDATA[Buttare]]></category>
		<category><![CDATA[Cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[Futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Passato]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapeuta]]></category>
		<category><![CDATA[Riconoscere]]></category>
		<category><![CDATA[Ricordare]]></category>
		<category><![CDATA[Scegliere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi è capitato in queste settimane di dover svuotare una casa nella quale ho passato, con delle persone a me particolarmente care, tanti anni della mia giovinezza. Ogni volta che mi avvicino a questo lavoro, dopo poche ore, mi sento totalmente sfinita.Mi sembra che rovistare tra le cose di chi non c’è più sia uno sforzo immenso, al di sopra delle mie forze.Ti ritrovi tra le mani pezzi di vita di qualcun altro, come punti di vista inaspettati, che forse non ricordavi più. Puoi stupirti o essere a disagio e devi decidere cosa farci: lo tengo o lo butto?Se lo butto perdo una parte della persona e con essa una parte di me, se lo tengo rimarrò soffocata fisicamente e mentalmente da quel che è stato.Da questa controversia interiore probabilmente nasce la mia fatica.Tutto questo mi ricorda il percorso di psicoterapia che prevede una scoperta o una riscoperta e una scelta spesso faticosa, ma indispensabile.Quando scelgo se buttare qualcosa o cambiare un comportamento disfunzionale, è il timore di perdere la mia identità che mi blocca. Eppure la nostra individualità non può fissarsi ad un oggetto concreto o ad una regressione.Quello che siamo è divenire, certo è passato, ma anche potenzialità.Non essere da soli in questi momenti è indispensabile. Posso recuperare un oggetto/ricordo, amplificarne l’intensità nella condivisione e poi lasciarlo andare, sicura che nell’altro ci sarà un testimone, una sorta di backup di quel che è stato vissuto.Avere accanto una persona, che nella psicoterapia sarà il terapeuta, significa avere la garanzia di essere riconosciuti nel momento in cui si cambia.Se ad un albero di ciliegio si tagliano i rami, rimane sempre un ciliegio. Ci sono le radici che gli danno energia eppure non si vedono, il tronco, l’interazione sempre mutevole con il sole e con l’aria, ma la sua identità non cambia.Anche per noi potare significa spesso l’unico modo per permetterci di avere un futuro, un’evoluzione o semplicemente per viaggiare più leggeri.Poterlo fare con qualcuno è come avere la garanzia di una bussola per potersi sempre ritrovare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologiametropolitana.it/potare-i-rami/">Potare i rami</a> proviene da <a href="https://www.psicologiametropolitana.it">Psicologia Metropolitana</a>.</p>
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<p>Mi è capitato in queste settimane di dover svuotare una casa nella quale ho passato, con delle persone a me particolarmente care, tanti anni della mia giovinezza.</p>



<span id="more-7961"></span>



<p>Ogni volta che mi avvicino a questo lavoro, dopo poche ore, mi sento totalmente sfinita.<br>Mi sembra che rovistare tra le cose di chi non c’è più sia uno sforzo immenso, al di sopra delle mie forze.<br>Ti ritrovi tra le mani pezzi di vita di qualcun altro, come punti di vista inaspettati, che forse non ricordavi più. Puoi stupirti o essere a disagio e devi decidere cosa farci: lo tengo o lo butto?<br>Se lo butto perdo una parte della persona e con essa una parte di me, se lo tengo rimarrò soffocata fisicamente e mentalmente da quel che è stato.<br>Da questa controversia interiore probabilmente nasce la mia fatica.<br>Tutto questo mi ricorda il percorso di psicoterapia che prevede una scoperta o una riscoperta e una scelta spesso faticosa, ma indispensabile.<br>Quando scelgo se buttare qualcosa o cambiare un comportamento disfunzionale, è il timore di perdere la mia identità che mi blocca.</p>



<p>Eppure la nostra individualità non può fissarsi ad un oggetto concreto o ad una regressione.<br>Quello che siamo è divenire, certo è passato, ma anche potenzialità.<br>Non essere da soli in questi momenti è indispensabile. Posso recuperare un oggetto/ricordo, amplificarne l’intensità nella condivisione e poi lasciarlo andare, sicura che nell’altro ci sarà un testimone, una sorta di backup di quel che è stato vissuto.<br>Avere accanto una persona, che nella psicoterapia sarà il terapeuta, significa avere la garanzia di essere riconosciuti nel momento in cui si cambia.<br>Se ad un albero di ciliegio si tagliano i rami, rimane sempre un ciliegio. Ci sono le radici che gli danno energia eppure non si vedono, il tronco, l’interazione sempre mutevole con il sole e con l’aria, ma la sua identità non cambia.<br>Anche per noi potare significa spesso l’unico modo per permetterci di avere un futuro, un’evoluzione o semplicemente per viaggiare più leggeri.<br>Poterlo fare con qualcuno è come avere la garanzia di una bussola per potersi sempre ritrovare.</p>
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		<title>Migliorare la memoria</title>
		<link>https://www.psicologiametropolitana.it/migliorare-la-memoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorena Menoncello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2020 17:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PSICOLOGIA METROPOLITANA]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[Dimenticare]]></category>
		<category><![CDATA[Fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[Immagazzinare]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Metamemoria]]></category>
		<category><![CDATA[Recuperare]]></category>
		<category><![CDATA[Ricordare]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È giusto pensare che la memoria sia una dote innata e che ci sia chi la possiede e chi invece no, come un dono cristallizzato e immutabile? In realtà questa opinione, piuttosto controproducente, può solo aumentare il divario tra chi ricorda con più facilità ed è sempre più fiducioso, e chi ricorda con più fatica ed è sempre più scoraggiato.In genere non si ricorda e non si apprendono delle informazioni magicamente, semplicemente perché si è dotati.Ci sono ovviamente delle variazioni individuali, ma numerosi studi evidenziano che chi ricorda meglio sa immagazzinare e recuperare il materiale con una certa consapevolezza delle proprie scelte strategiche. Quindi ricorda meglio chi ha una strategia migliore. Infatti, si può osservare che man mano che il bambino cresce, aumentano le sue conoscenze su come funziona la memoria; aumenta la consapevolezza di cosa aiuta e cosa ostacola la capacità di apprendere e di recuperare informazioni. Ad un’elevata autoconsapevolezza spesso corrisponde un’elevata memoria. più autoconsapevolezza = più memoria E’ su questa componente che possiamo agire per aiutare i nostri ragazzi e in generale chi vuole migliorare le proprie capacità di memorizzare e poi recuperare le informazioni.Ovviamente ci sono molte attività didattiche che vengono applicate negli interventi più mirati, ma anche nel lavoro quotidiano, svolto in classe o a casa, si può sostenere e migliorare questo processo.Per prima cosa è importante sapere che si devono mettere in atto delle azioni particolari per riuscire a ricordare.Per es. trascrivere più volte le parole da imparare oppure sforzarsi di ripetere un argomento appena letto.Inoltre è importante riconoscere le variabili interne ed esterne che agiscono sulla nostra memoria: è diverso lavorare in un ambiente rumoroso o silenzioso; quando si è attenti o distratti; quando si è riposati o stanchi; quando si è tranquilli o in ansia; quando le informazioni vengono presentate con immagini o con racconti, ecc.Infine è essenziale la scelta delle strategie più adatte a seconda del tipo di materiale, delle caratteristiche individuali, dei propri gusti personali del proprio stile cognitivo.Qualcuno ricorda meglio le figure, altri quello che ascoltano; certe materie si prestano meglio ad un riassunto, altre alla schematizzazione con colori diversi, ecc.Un aspetto molto importante sul quale vale la pena di soffermarsi è che credere “Me lo ricordo!”, solo per essere stati esposti alle informazioni, può essere azzardato e poco consapevole.Per questo è più accorto fare lo sforzo di usare una strategia, semplice, come scrivere gli impegni sull’agenda, o più complessa, come la rielaborazione in una mappa concettuale della lezione, piuttosto di sperare di ricordare solo perché si è stati esposti allo stimolo.Maggiore è lo sforzo impiegato per elaborare quanto si vuol imparare, maggiore sarà la probabilità di saper recuperare l’informazione e, quello che sembra tanto tempo perso sarà il tempo meglio speso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologiametropolitana.it/migliorare-la-memoria/">Migliorare la memoria</a> proviene da <a href="https://www.psicologiametropolitana.it">Psicologia Metropolitana</a>.</p>
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<p>È giusto pensare che la memoria sia una dote innata e che ci sia chi la possiede e chi invece no, come un dono cristallizzato e immutabile?</p>



<span id="more-7837"></span>



<p>In realtà questa opinione, piuttosto controproducente, può solo aumentare il divario tra chi ricorda con più facilità ed è sempre più fiducioso,  e chi ricorda con più fatica ed è sempre più scoraggiato.<br>In genere non si ricorda e non si apprendono delle informazioni magicamente, semplicemente perché si è dotati.<br>Ci sono ovviamente delle variazioni individuali, ma numerosi studi evidenziano che chi ricorda meglio sa <strong>immagazzinare </strong>e <strong>recuperare </strong>il materiale con una certa <strong>consapevolezza</strong> delle <strong>proprie scelte strategiche</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Quindi ricorda meglio chi ha una strategia migliore.</strong></p>



<p class="has-text-align-left">Infatti, si può osservare che man mano che il bambino cresce, aumentano le sue conoscenze su come funziona la memoria; aumenta la consapevolezza di cosa aiuta e cosa ostacola la capacità di <strong>apprendere </strong>e di <strong>recuperare </strong>informazioni.</p>



<p>Ad un’<strong>elevata autoconsapevolezza</strong> spesso corrisponde un’<strong>elevata memoria</strong>.</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>più autoconsapevolezza = più memoria</strong></p>



<p>E’ su questa componente che possiamo agire per aiutare i nostri ragazzi e in generale chi vuole migliorare le proprie capacità di <strong>memorizzare </strong>e poi <strong>recuperare </strong>le informazioni.<br>Ovviamente ci sono molte attività didattiche che vengono applicate negli interventi più mirati, ma anche nel lavoro quotidiano, svolto in classe o a casa, si può sostenere e migliorare questo processo.<br><br>Per prima cosa è importante sapere che si devono mettere in atto delle <strong>azioni particolari</strong> per riuscire a ricordare.<br>Per es. trascrivere più volte le parole da imparare oppure sforzarsi di ripetere un argomento appena letto.<br>Inoltre è importante riconoscere le <strong>variabili interne ed esterne</strong> che agiscono sulla nostra memoria: è diverso lavorare in un ambiente rumoroso o silenzioso; quando si è attenti o distratti; quando si è riposati o stanchi; quando si è tranquilli o in ansia; quando le informazioni vengono presentate con immagini o con racconti, ecc.<br>Infine è essenziale la scelta delle <strong>strategie più adatte</strong> a seconda del tipo di materiale, delle caratteristiche individuali, dei propri gusti personali del proprio stile cognitivo.<br>Qualcuno ricorda meglio le figure, altri quello che ascoltano; certe materie si prestano meglio ad un riassunto, altre alla schematizzazione con colori diversi, ecc.<br><br>Un aspetto molto importante sul quale vale la pena di soffermarsi è che credere “Me lo ricordo!”, solo per essere stati esposti alle informazioni, può essere azzardato e poco consapevole.<br>Per questo è più accorto fare lo sforzo di usare una strategia, semplice, come scrivere gli impegni sull’agenda, o più complessa, come la rielaborazione in una mappa concettuale della lezione, piuttosto di sperare di ricordare solo perché si è stati esposti allo stimolo.<br><br>Maggiore è lo sforzo impiegato per elaborare quanto si vuol imparare, maggiore sarà la probabilità di saper recuperare l’informazione e, quello che sembra tanto tempo perso sarà il tempo meglio speso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.psicologiametropolitana.it/migliorare-la-memoria/">Migliorare la memoria</a> proviene da <a href="https://www.psicologiametropolitana.it">Psicologia Metropolitana</a>.</p>
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