C’è un modo per bloccare i pensieri negativi che ci affliggono in modo ossessivo.
Non è magia, ma sembra un incantesimo di Harry Potter.

Pensare negativo è una forma di preparazione al peggio che ci ha permesso di pianificare nel tempo forme di difesa per farci sopravvivere. A chi non è mai capitato di arrovellarsi con pensieri negativi, presagi di pericoli e di fallimenti, ma anche rimuginazioni infinite su quel che si ha detto o fatto, senza concludere niente di significativo?
Questa attitudine mi viene riportata maggiormente dalle donne, come un loop che emerge intorno alle 3-4 di mattina e non lascia più dormire. È un flusso di pensieri che genera ansia e che si produce a cascata, senza possibilità di fermarlo, rubando serenità e riposo. In realtà, qualche possibilità di fermarlo c’è: si tratta di una tecnica piuttosto semplice, che richiede un allenamento (meglio con uno specialista) per:

1) imparare a rilassarsi;
2) individuare i pensieri negativi;
3) imparare a visualizzare un segnale di STOP per interrompere il flusso negativo;
4) trasformare i pensieri negativi nel loro opposto.

Mi sono sorpresa, guardando un film della saga Harry Potter, a pensare come l’incantesimo “Expecto patronum” ne possa essere una metafora interessante.
Infatti, per prima cosa, questo incantesimo funge da protezione da creature oscure che rubano la serenità.
Secondo aspetto, è necessario richiamare un ricordo o un esperienza positiva, patrimonio di ognuno di noi.
Terzo, per controllare l’attenzione e la visualizzazione, è necessaria un’esercitazione che ne sviluppi la padronanza.
Non per nulla, in molti studi si mette in evidenza come questa saga educhi alla resilienza e ad un atteggiamento proattivo.
Anche il nostro percorso può sviluppare un atteggiamento attivo di consapevolezza della persona che non subisce la sofferenza, ma si attiva per migliorare il proprio benessere.
Questa tecnica, inoltre, è applicata con successo dagli psicologi anche in contesti diversi, laddove i pensieri negativi, per esempio, minino l’autostima durante una prestazione sportiva o durante una verifica scolastica e funziona sia con i ragazzi che con gli adulti.
Una volta appresa, si applica in autonomia, quando la situazione lo richieda.

L’apprendimento per fortuna non è magico, non ci sono prescelti, non si deve svolgere ad Hogwarts, ed è veramente alla portata di tutti.

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