È giusto pensare che la memoria sia una dote innata e che ci sia chi la possiede e chi invece no, come un dono cristallizzato e immutabile?

In realtà questa opinione, piuttosto controproducente, può solo aumentare il divario tra chi ricorda con più facilità ed è sempre più fiducioso, e chi ricorda con più fatica ed è sempre più scoraggiato.
In genere non si ricorda e non si apprendono delle informazioni magicamente, semplicemente perché si è dotati.
Ci sono ovviamente delle variazioni individuali, ma numerosi studi evidenziano che chi ricorda meglio sa immagazzinare e recuperare il materiale con una certa consapevolezza delle proprie scelte strategiche.

Quindi ricorda meglio chi ha una strategia migliore.

Infatti, si può osservare che man mano che il bambino cresce, aumentano le sue conoscenze su come funziona la memoria; aumenta la consapevolezza di cosa aiuta e cosa ostacola la capacità di apprendere e di recuperare informazioni.

Ad un’elevata autoconsapevolezza spesso corrisponde un’elevata memoria.

più autoconsapevolezza = più memoria

E’ su questa componente che possiamo agire per aiutare i nostri ragazzi e in generale chi vuole migliorare le proprie capacità di memorizzare e poi recuperare le informazioni.
Ovviamente ci sono molte attività didattiche che vengono applicate negli interventi più mirati, ma anche nel lavoro quotidiano, svolto in classe o a casa, si può sostenere e migliorare questo processo.

Per prima cosa è importante sapere che si devono mettere in atto delle azioni particolari per riuscire a ricordare.
Per es. trascrivere più volte le parole da imparare oppure sforzarsi di ripetere un argomento appena letto.
Inoltre è importante riconoscere le variabili interne ed esterne che agiscono sulla nostra memoria: è diverso lavorare in un ambiente rumoroso o silenzioso; quando si è attenti o distratti; quando si è riposati o stanchi; quando si è tranquilli o in ansia; quando le informazioni vengono presentate con immagini o con racconti, ecc.
Infine è essenziale la scelta delle strategie più adatte a seconda del tipo di materiale, delle caratteristiche individuali, dei propri gusti personali del proprio stile cognitivo.
Qualcuno ricorda meglio le figure, altri quello che ascoltano; certe materie si prestano meglio ad un riassunto, altre alla schematizzazione con colori diversi, ecc.

Un aspetto molto importante sul quale vale la pena di soffermarsi è che credere “Me lo ricordo!”, solo per essere stati esposti alle informazioni, può essere azzardato e poco consapevole.
Per questo è più accorto fare lo sforzo di usare una strategia, semplice, come scrivere gli impegni sull’agenda, o più complessa, come la rielaborazione in una mappa concettuale della lezione, piuttosto di sperare di ricordare solo perché si è stati esposti allo stimolo.

Maggiore è lo sforzo impiegato per elaborare quanto si vuol imparare, maggiore sarà la probabilità di saper recuperare l’informazione e, quello che sembra tanto tempo perso sarà il tempo meglio speso.

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